Bottone Maculare impianto per la chirurgia episclerale
Secondo Stirpe - Ripandelli
La tecnica
Impianto in silicone da utilizzare nei pazienti miopi elevati nel corso degli interventi chirurgici per il distacco posteriore della retina.
Utilizzando tale impianto è possibile eseguire una particolare tecnica chirurgica al fine di ottenere il completo riadagiamento della retina sollevata con maggior sicurezza ed efficacia rispetto a quanto ottenibile con le tradizionali tecniche con impianti in silicone a blocco posteriore fino ad ora in uso.
Descrizione
L’impianto si presenta come un blocco a forma di parallelepipedo dello spessore di 4 mm avente superfici che possono variare tra 5 x 5 mm e 8 x 8 mm.
Sul bordo ortogonale allo spessore del blocco e’ applicato un manico anch’esso a forma di parallelepipedo delle dimensioni di 2 x 2 x 10 mm il quale verrà utilizzato per regolare il corretto posizionamento dell’impianto e quindi reciso ed asportato soltanto al termine della procedura chirurgica.
e’ stampato in gomma di silicone biocompatibile certificata per lunghi tempi di permanenza a contatto con l’occhio e della durezza di almeno 90 shore.
I bordi del parallelepipedo sono smussati per evitare traumi irritativi sulle superfici sclerali.
Applicazione
Prima dell’applicazione armare i due apici opposti al manico con due fili non assorbibili e ruotando l’occhio verso l’alto esporre il punto apicale equatoriale della sclera corrispondente alla regione maculare; quindi far scorrere il blocco spingendolo col manico (dalla periferia) finché non sarà posizionato sulla macula.
Successivamente suturare il manico (vicino al suo attacco con il blocco) al margine temporale dello stafiloma lungo il meridiano che interseca la regione foveale.
Applicare a questo punto due suture per bloccare la parte terminale del manico (quella verso il blocco) saldamente in posizione .
Controllare quindi all’oftalmoscopio se alla trazione dei due fili l’indentazione dell’impianto cade nel zona desiderata; altrimenti ripetere il posizionamento.
Quando l’indentazione appare centrata in corrispondenza del distacco posteriore della retina connettere la testa dell’impianto, per mezzo dei fili non riassorbibili, eseguendo due suture in sede nasale a livello della sclera periferica, più sicura, in corrispondenza dei meridiani delle ore 6 e 12.
Una volta assicurato il blocco e controllato che indenti correttamente è possibile fissare le suture e tagliare il manico, concludendo così l’intervento.
Con questa procedura si minimizzano i rischi legati al passaggio degli aghi e dei fili di sutura attraverso la sottile parete sclerale di questi pazienti.
Conclusioni
La procedura descritta consente di evitare rischi chirurgici eccessivi grazie alla semplificazione delle manovre chirurgiche che presentano una minor difficoltà tecnica; nello stesso tempo, tramite i fili che sostengono l’apice del blocco e che verranno fissati nelle aree sclerali più periferiche, garantisce una maggiore possibilità di una corretta collocazione anatomica del impianto con una migliore gradazione del suo effetto indentante.
Nel corso dell’intervento risulta infatti possibile un controllo diretto da parte del chirurgo circa la collocazione del corpo del bottone rispetto all’area da indentare e sull’efficacia dell’indentazione ricercata.
Tali aggiustamenti sono possibili anche successivamente regolando le suture in funzione del corretto posizionamento dell’impianto in silicone nel senso di una maggiore invaginazione e rilasciamento durante i controlli eseguiti nel periodo post-operatorio.
